Moralisti imperturbabili, cattolici vecchio stampo, vegliate, vegliate, che nessuno possa togliervi la certezza e la consolazione di assistere la Famiglia al suo capezzale!

Che i ciechi possano ergersi a guida dei popoli è un assurdo che è solito ripetersi senza dar scandalo ai più. “Sentinelle in Piedi” che pensano di difendere la famiglia vegliando la stalla quando i buoi sono già scappati. Che è rimasto alla famiglia oggi? Appena poche briciole. Occorrerebbe far fronte comune nel rivendicare i diritti della famiglia: l’istruzione per tutti, lo sport per tutti, una casa per tutti, un lavoro per tutti, un futuro per tutti, salute per tutti, credito per tutti e così via. Ma che accade? Invece di unirci, competiamo per l’esclusiva. “A noi solamente spettano i diritti della sopravvivenza!” Così come avviene con gli extracomunitari ed i migranti: “C’è spazio solo per noi italiani, indietro lo straniero!” Non spartizione più equa e stop ai privilegi. No! Benissimo i privilegi, ma solo se anche noi, in qualche forma, possiamo sentirci privilegiati rispetto ad altri!

le famiglieAnche l’intervento del Card. Bagnasco non appare molto centrato in merito alla virtù teologale della carità cristiana. Vorrei chiedergli se abbia idea, nella sua famiglia tradizionale composta esclusivamente da un papà ed una mamma eterosessuali, cosa avviene quando un vento irrispettoso ne spariglia le carte? Quando, come sempre più spesso accade, i due coniugi si separano, oppure uno dei due muore. Così i bambini rimangono senza uno dei due genitori di riferimento. La famiglia tradizionale non c’è più. Mancano i canoni educativi base per l’educazione dei figli. Dovremmo quindi togliere i figli a questa madre o questo padre che ha già subito un trauma per la separazione o il lutto? Oppure dargli un tempo massimo entro il quale trovarsi un rimpiazzo per ricostituire la famiglia tradizionale? Assurdo. Assurdo come negare, in merito alla carità evangelica, che una famiglia di forme differenti dal canone base, possa avere parimenti diritti, compreso quello di educare e crescere i figli.

Comunque mi chiedo perché mai queste “Sentinelle in Piedi” non abbiano mai rilevato l’incongruenza di non aver mai contestato la patria potestà a certi individui di dubbia moralità. Logicamente non mi riferisco ai gay, ma ai delinquenti comuni, mafiosi, ladri ed assassini. Perché questi possono costituire una famiglia e crescere ed educare figli ed i gay no? Potesse scegliere un figlio o una figlia preferirebbe genitori mafiosi o genitori gay? Se non ve lo siete mai chiesto, fatelo! Potrebbero crollare in un attimo tutte le vostre certezze. Oppure, nel peggior oscurantismo medioevale, farete spallucce a queste riflessioni e continuerete insensatamente a dire: “i gay non possono avere diritti…”?

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