Una riforma della scuola è una esigenza evidente perchè è evidente che la società di oggi è gravemente malata. Malata di corruzione, delinquenza, mafia. Ma anche di egoismo, indifferenza, ignoranza.

Non si può pensare di risolvere tutto questo con l’avvento di un super-eroe che rimetta a posto tutto. Bisogna cambiare partendo dalla Scuola, dalle nuove generazioni che saranno i mattoni delle città del futuro. Bisogna dare loro gli strumenti per essere diversi, impegnati e capaci e solidali.

Per sapere cosa occorra alle nuove generazioni bisogna partire dai problemi di oggi e pensare ad una formazione che non presenti le stesse lacune, gli stessi errori.
La società del profitto mostra oggi tutti i suoi limiti. Dopo decenni di benessere crescente, ma forse anche a discapito dei Paesi del Terzo Mondo, ora abbiamo globalizzato l’emergenza, le povertà. In una società altamente tecnologica ed industrializzata, abbiamo aumentato i poveri. Assurdo. Se il Capitalismo ha fallito, il Comunismo pure. E’ evidente anche senza stare a fare troppe analisi e disquisizioni.

Provare una via di mezzo sarebbe solo un buttarsi alla cieca. Vediamo invece di partire da esempi pratici. In una classe qualsiasi di un qualsiasi paese italiano, ci sono normalmente ragazzi più portati allo studio e ragazzi meno portati. banche-o-governoAlcuni eccellono ed usciranno dalla scuola coi massimi voti, massime conoscenze e massime prospettive. Altri neppure porteranno a termine gli studi. Perchè in qualsiasi classe di questo Paese, ognuno pensa per sè. È questo uno degli errori. Mi spiego meglio.

Uno di questi “ragazzi fenomeno” avrà coltivato la passione per la terra. Realizzerà il suo sogno di creare una azienda agricola biologica fra le più grandi, qualificate e produttive d’Italia. Il suo compagno che neppure ha finito gli studi, è disoccupato. Fa dei lavoretti di ripiego per rimediare qualche soldo. Poi trova lavoro, si fa poche domande perchè è pagato bene. Smalitisce rifiuti tossici e batterie intrerrandole dove capita. Conseguenza: terreni, falde acquifere e i canali inquinati. L’Azienda biologica ignara di ciò, utilizzerà l’acqua dei canali e dei pozzi intossicando i propri prodotti biologici.

Questo racconto è solo una fantasia, ma non è tanto distante dalla realtà italiana. La terra dei fuochi nel Napoletano è tristemente famosa per l’inquinamento ambientale, ma anche al nord esistono realtà altrettanto gravi. Nel bresciano sembra che la situazione dei rifiuti tossici interrati sia persino peggiore. Poi c’è il veneto inquinato dalle PFAS, sostanze perfluoroalchiliche, la Lombardia con rifiuti interrati sotto le autostrade e le tangenziali. rifiuti-a-fuoco Rifiuti tossici anche a Malagrotta, discarica romana. In Sicilia c’è un triangolo della morte fra i comuni di Priolo, Augusta e Melilli. A Vicenza sotto l’autostrada A31 fino a Badia Polesine ci sono tonnellate di rifiuti tossici. Tutta l’Italia è stata ferita da ignobili speculazioni a danni dell’ambiente e dei loro abitanti.

È una questione di ignoranza e miseria morale. Una società che ignora gli ultimi, prima o poi pagherà pegno. Qual’è la soluzione? Bisogna costruire una Scuola che guardi al profitto individuale nella stessa misura con cui guarda al profitto collettivo. bidone-rifiuti23Bisogna insegnare ai ragazzi a portare a termine dei progetti comuni. Non valorizzando i più volenterosi e preparati, ma tutti. Trovando gli stimoli e le forme per ampliare la partecipazione. Non debbono essere i ragazzi ad adattarsi ai progetti, ma viceversa, i progetti ad adattarsi ai ragazzi. Un ragazzo che si sente accolto, utile e valorizzato, è un ragazzo che sarà una risorsa, non un peso per la società. Si è sempre considerato che ci debbano essere degli esclusi, delle mele marce. Non è vero. Quando accade è il fallimento della società, della Scuola. Si dovrebbe pretendere di non avere emarginati, come non avere poveri e disoccupati.

Quindi bisogna che a Scuola la valutazione individuale consideri in ugual misura tre campi:
– la preparazione individuale (PROFITTO)
– la capacità di relazionarsi collaborando con gli altri (RELAZIONE)
– l’educazione civica (FORMAZIONE)

Dell’Educazione Civica ci si è dimenticati da troppo tempo. Invece di adeguarla ai tempi, la si è pensata inutile. Ma è meglio un somaro vivo che un dottore morto. vietato-calpestare-sogniChe serve preparare all’eccellenza, se poi non si forniscono gli elementi basilari della convivenza e della sopravvivenza. Dalla Scuola Guida, alla raccolta differenziata sperimentata a scuola e caldeggiata a casa. Dall’Educazione Sessuale, alla tolleranza verso i diversi. Dall’Educazione alimentare, alle basi per la prevenzione delle malattie. Dalla educazione sportiva, all’educazione musicale. Ecc…

Faccio alcuni esempi pratici: Alcune volte troviamo nei titoli dei TG o sui quotidiani episodi di cronaca di giovani travolti da pirati della strada che neppure si fermano per soccorre le vittime dell’incidente. Mai nessuno dei commentatori della notizia l’ho mai sentito ricordare che i pedoni dovrebbero camminare dal lato sinistro della strada, proprio per vedere le auto che, per distrazione o altro, potrebbero travolgerli. Solamente una volta, in un documentario in bianco e nero degli anni ’60, ho sentito un bambino intervistato che citava il camminare sul lato sinistro della strada fra le raccomandazioni dei propri genitori. Sono indicazioni importanti, vitali, ma sia la TV che la scuola hanno perso la capacità, la sensibilità e la responsabilità di insegnarle ai piccoli e ricordarle ai più grandi.

Altre poche osservazioni fra le centinaia che si potrebbero citare. Recentemente un ragazzo ha sgozzato un coetaneo per gelosia. Modelli sbagliati o aridità di relazioni? Tanti sono i problemi adolescenziali, ma in una scuola alternativa, fatta di relazioni, di progetti comuni, di attenzioni all’altro e di dialogo, non solo dispensatrice di sapere e contenuti, forse questi due ragazzi non sarebbero arrivati a tanto, bruciando così le loro giovani vite e gettando le loro famiglie nella disperazione.

esempi-non-consigliUn ragazzo di una scolaresca in visita all’EXPO’ precipita nella notte dal 5° piano. Nè i professori, nè i compagni sanno cosa sia successo. Indifferenza, menefreghismo o uno scherzo finito male? In una Scuola diversa non sarebbe successo.

Diversi anni fa un ragazzo gay a Torino si suicida perchè oggetto delle attenzioni dei bulli della scuola. Il ragazzo era il più bravo della scuola, ma è stato lasciato solo ad affrontare il suo disagio. Una Scuola sorda ai problemi dei ragazzi, non è adeguata.

Una scuola che ha avuto in gestione per un enorme cumulo di ore questi ragazzi e li ha riempiti di nozioni senza educarli e formarli all’essenziale, è una scuola carente, molto carente. Cosa serve sapere l’inglese o l’algebra se poi non si sa avere cura e rispetto per la vita. Cosa serve rispettare i programmi ministeriali e secondo le disposizioni giudicare correttamente gli studenti, se poi gli studenti non sono cresciuti umanamente, non sono formati, educati, resi capaci di distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato.

Una scuola che incolla ad un tavolino per un’esagerazione di ore dei bimbi e dei ragazzi, è folle. I ragazzi hanno bisogno di muoversi, di giocare, di fare sport. Lo sport di squadra è molto educativo. esultanzaAiuta ad accettare le sconfitte come un percorso formativo per costruire il gruppo vincente. Ma vincere non è l’assoluto. Non è ciò per cui possa essere lecito imbrogliare. E’ importante avere coscienza del limite e dei limiti. In questi insegnamenti l’algebra e la geografia non possono essere efficaci come lo sport.

Un progetto scolastico ben articolato dovrebbe prevedere la partecipazione ad uno sport di squadra per tutti gli studenti. Ci sono in tutt’Italia le Società Sportive di calcio, pallavolo, pallacanestro e rugby che offrono attività ai ragazzi. Con intelligenza, buon senso e doveroso dialogo, si potrebbe cominciare con collaborazioni per arrivare a integrare l’attività sportiva delle società sportive private, nell’attività scolastica.

Infine nell’affrontare il tema dell’educazione scolastica dei bambini e dei ragazzi, non si può trascurare il condizionamento prodotto dalla tv. Non è tema scolastico, ma è un aspetto dell’educazione che è fondamentale. Non si può costruire a scuola e distruggere a casa davanti ad uno schermo senza controllo. tvwatchUna tv che riempie ogni film, telefilm o sceneggiato di cadaveri, non è normale. È una tv malata, che non vuole crescere persone civili, ma telespettatori. Una tv prona al business e dimentica del suo ruolo sociale. Dimentica che entra in tutte le case e si offre a chiunque, anche bimbi. E non chiede mai permesso. Sgarbatamente può traumatizzare un bimbo che anche in ore a lui dedicate, si trova inopportunamente da solo di fronte a quella stessa tv che poco prima gli aveva offerto i cartoni animati. Lo stupro, il femminicidio o il dramma fra adolescenti, possono essere stati originati da traumi infantili. Non è detto, ma nemmeno lo si può escludere. Una tv migliore comunque non potrebbe che giovare alla società civile.

Quando muore un ragazzo tutti dobbiamo sentirci responsabili. Ma un giovane muore anche quando seppellisce le sue ambizioni, abbandona i suoi sogni, brucia i sogni-inutilisuoi anni migliori senza cogliere a pieno l’opportunità di diventare protagonista costruttivo e non soggetto passivo di questa società. I giovani sono il nostro futuro, spetta a noi crescerli, formarli perchè quanto ricevuto possano trasmetterlo ai loro figli e costruire un mondo migliore.

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