“Ho sentito le voci e le preghiere. Tante, accorate, come di naufraghi in mezzo alle onde. Ho sentito le voci e le preghiere. Mi hanno raccontato di sofferenze immani, di guerre, di fame, di ingiustizie. Di Governi corrotti, Leader uccisi, furti e schiavizzazione. La fuga per la sopravvivenza e il ricatto, la prigionia, lo stupro e la violenza contro natura. Percosse e ancora fame e sete.

Le ho sentite quelle voci e quelle preghiere, poi li ho visti arrivare, ad uno ad uno, tanti, distrutti, disperati, rassegnati. Li ho accolti qui con me, cristiani, musulmani, senza Dio e d’ogni altra fede. Qui c’è sempre posto e non serve il permesso di soggiorno, basta un’anima sincera, basta un’anima buona.  Così a tanti ho aperto la mia porta.

Ma a chi ha permesso tutto questo, non credo che aprirò la porta. Non credo che perdonerò. Migliaia e migliaia di persone mi hanno chiesto soccorso invocando il mio nome. Quante ne ho salvate! E quante ne hanno salvate quelle sante persone delle navi delle ONG! Che cuore, che dedizione, che sacrifici, che riconoscenza! Ma ancora troppe non ce l’hanno fatta, non ce l’abbiamo fatta a salvare tutti. Dicono che erano trentamila quelli che non ce l’hanno fatta, ma io so che sono molte di più.

Hanno pagato a dei trafficanti assassini tutto quanto avevano. Tutto il tesoro della famiglia, tutto per la salvezza dei giovani, per dare loro un futuro. Hanno preso tutto e sono partiti lasciando padre, madre, fratelli e taluni anche i figli. Il viaggio della disperazione nel deserto e chi ce l’ha fatta a superare il deserto, ancora prigione e violenze, infine il viaggio in gommone. Non ci posso credere: un viaggio in gommone di poche miglia che costa anche 3000 euro! Mentre un comodo e sicuro traghetto da Tripoli a Palermo non costerebbe più di 60 euro! Perché? Perché meglio morti che in Italia? Come chiamate questo? Disincentivo all’immigrazione? Io lo chiamerei piuttosto col suo nome: omicidio.

Lo sapete che di queste vite ve ne chiederò conto? Come mai non c’è un traghetto da Tripoli alla Sicilia? Come mai il traghetto Tunisi–Palermo che c’è e costa appunto 60 euro, non può essere utilizzato dai migranti? Chi ha messo i paletti degli accordi e delle leggi discriminatorie verso i migranti deve rendermi conto ad una ad una di quelle trentamila e più vite.

Sono troppi a bussare alla porta dell’Europa? Ma davvero? A me non risulta comprensibile come un continente di 731 milioni di persone non possa assorbire un flusso di 200 mila persone all’anno senza problemi. I problemi sono ideologici, organizzativi, non reali.

E che dire quando eravate voi Europei ad andare a prendere i neri a casa loro. E non è che chiedevate per piacere: andavate con le armi e le reti a catturarli come bestie direttamente nei loro villaggi. Non erano i neri a voler venire in Europa, erano i bianchi a volerli perché faceva comodo che lavorassero gratis, come schiavi. E allora andavano bene che i neri venissero in Europa.

Ma ora sono troppi e non volete accoglierne più? Facciamo una bella cosa: ognuno a casa sua. Gli europei in Europa e gli africani in Africa. Non per sempre, solo per un po’. Solo per ristabilire l’ordine delle cose e capire chi è davvero un abusivo. Chi davvero sfrutta e chi è sfruttato. Tutti a casa propria: chi è nato in Italia torni in Italia. Chi è nato in Africa torni in Africa (salvo la patria potestà dei minori nati in Italia).

Via tutti gli stranieri dall’Africa: Multinazionali del petrolio, delle armi, del cibo, dei farmaci. Trafficanti di diamanti, di organi, di coltan, di oro, di rifiuti tossici. Via dall’Africa: francesi, inglesi, olandesi, americani, cinesi, tedeschi, italiani. Ma anche Banche Mondiali e Fondo Monetario, tutti fuori. Lasciate l’Africa agli africani e che se la sbrighino da soli. Volete che stiano a casa loro? Date loro la possibilità di farlo e che risolvano i loro problemi fra di loro.

Poi fate un regolamento per l’immigrazione unico. Stesse regole per gli Europei, Americani o cinesi che vogliano venire in Africa che per gli africani che vogliano venire in Europa. Stessi mezzi, stessi costi, stessa attesa, stessa burocrazia. Regole condivise, non imposte. Regole eque e paritarie: le Multinazionali che commerciano con l’Africa pagheranno le tasse negli Stati Africani dove lavorano, così come gli africani che lavorano in Italia o negli stati europei, pagano le tasse dove lavorano. Stessa dignità, stesso rispetto, stesso valore, stessa umanità.

Basta coi dittatori di comodo imposti dai poteri occulti e ad uno spropositato commercio di armi col continente. Basta all’occupazione militare dell’Africa ed alle guerre in territorio africano. Basta coi debiti coloniali ed a qualsiasi neo-colonialismo.

Ora siete amareggiati? Vi dispiace tanto? Siete pentiti? Come mai allora solo pochi mesi fa avete delegato la marina libica a trattenere il più possibile il flusso migratorio verso l’Italia, criminalizzando ed impedendo persino alle navi delle ONG di avvicinarsi alla costa. Io non lo vedo come un pentimento, ma come una conferma e un aggravamento della colpa.

E vi dirò di più, chi non è direttamente responsabile delle leggi e dei regolamenti criminali che hanno prodotto questa strage infinita, ma condivide il cammino con questi assassini, è colpevole allo stesso modo. E chi, sapendolo o potendolo sapere, sostiene o vota questi assassini, è colpevole allo stesso modo. Perché già una volta ho mandato un “mio angelo”, don Lorenzo Milani, a spiegarvi che: “l’obbedienza non è più una virtù”. Ognuno è responsabile delle proprie scelte e delle proprie azioni. Se non le condivide in coscienza, ha il diritto ed il dovere di non farle. Chi comanda è più responsabile perché dovrà rispondere anche della azioni suoi sottoposti , ma ognuno risponderà comunque delle proprie azioni senza alibi di comandi superiori al di fuori delle proprie decisioni.

Ad esempio non si può lavorare nelle fabbriche di armi o derivati, senza sentirsi responsabili degli effetti che provocheranno. Ci sono milioni di persone che sono in fuga dai propri territori per colpa della guerra. Migrazioni che rimangono per lo più nell’ambito del territorio africano, ma che sono direttamente causate dagli interessi dei paesi ricchi. Il lavoro nobilita, ma non anestetizza la propria coscienza. Fabbricare armi è farsi complice di questi delitti.

Allora, ci siamo capiti?”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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