Dicono che c’è una specie di cervello anche nella pancia. Un vero e proprio secondo cervello, con funzioni che regolano lo stress e le emozioni. Sarà forse per questo che certe pensate, a taluni, escono proprio come delle cagate.

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Ma non c’è sempre stata, almeno in Italia, la presunzione di innocenza? Come mai ora si fanno processi e si emettono sentenze inappellabili direttamente in televisione, con una pensata su Facebook o su twitter? Come è possibile che la Magistratura non abbia mai trovato collegamenti di collusione fra crimine ed ONG ed invece i Ministri degli ultimi Governi si arrogano il diritto di trasformare conclusioni ipotetiche in certezze? Probabilmente preconcette, certamente di comodo, ma non supportate da prove, da effettivo passaggio di denaro dal crimine alle ONG.

Di questo inganno ne fanno le spese gli incolpevoli migranti, soprattutto quelli che sono in fuga da una terra che noi europei gli abbiamo reso inospitale. Migranti che ora vengono rifiutati anche dalla loro prescelta terra promessa, l’Europa.

Mentre le ONG, a tutt’oggi incolpevoli ed anche meritevoli perché salvano vite, sono ingiustamente accusate di vari reati mai provati, l’Italia fa accordi di comodo con la marina libica che è accusata di terrorizzare i migranti in fuga sia nelle operazioni di soccorso che in terra ferma. Accertamenti documentati dall’ONU e da Amnesty International. E noi invece di prendere le distanze da questi comportamenti andiamo a promettere installazioni in Libia e motovedette in premio?

In questi giorni 800 migranti sono stati “salvati” dalla marina libica. Le ONG sono state diffidate dall’intervenire nelle operazioni di soccorso. Ma ora chi salverà quegli 800 migranti dalla Marina Libica? Chi si preoccuperà che non siano puniti? Chi erano, da dove venivano e perché? Ce lo diranno i nostri soci di merenda? Ora questi 800 migranti sono tornati in Africa e questo sembra che sia l’unica cosa che ci interessa.

rifugiati1Altra cosa è invece il business talvolta truffaldino, talvolta proprio criminale, delle Cooperative di accoglienza. Questo è dovuto ad una carenza legislativa, organizzativa e di controllo della quale non possono e non debbono pagarne il conto i migranti, presenti e futuri.

È sicuramente giusto mettere un freno al business dell’accoglienza, ma senza farne pagare il conto agli incolpevoli migranti. Le banche che corrono a bussare alle porte dello Stato quando hanno bisogno, comincino a fare credito e non solo business finanziario. Garantiscano giro contante per la gestione delle cooperative di accoglienza. Perciò le erogazioni dei 32 euro a migrante siano erogate non a numero di migranti accolti, ma a rimborso. E solo per servizi effettivamente erogati e fatturati. Inoltre almeno un quarto della quota migrante deve essere investita nel territorio ospite, in modo che non ci sia una discriminazione fra migranti e la popolazione del territorio. Se poi i migranti si distingueranno operando a vantaggio del territorio che li ospita, la ipotetica frattura fra popolazione e migranti diventerà solo un retaggio del passato.

E se poi qualcuno pensa ancora che per i migranti sia una pacchia venire in Italia e magari tira in ballo anche i propri figli a sproposito, se li portasse a fare un bel giro in gommone. Sai che pacchia su e giù fra le onde in mezzo al mare in compagnia di tanti altri bambini, neri, bianchi, color cioccolata. Il brivido di non sapere se mai arriverà qualcuno a prenderti o se pian piano il gommone si sgonfierà lasciando una scia di gente ammare che si agita come pazzi. Che spasso! Non puoi perdere questa occasione! Ora poi si può stare ancora più sicuri chè la marina libica sono diventati nostri amici. Basta un fischio e già sono li a “salvarti”. È questa la pacchia, che vuoi di più?

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