Vittime che non hanno senso se non quello criminale del nostro egoismo. Mentre la marina libica fa richieste precise di forniture di mezzi e finanziamenti per il pattugliamento delle coste libiche, stranamente sfuggono ai salvataggi circa 100 persone al giorno, bimbi compresi. Uno strano modo per sollecitare le forniture.

Ma l’ONU non sembra d’accordo con la politica italiana di fare affidamento sulla marina libica per risolvere il problema migratorio. “Non ci saranno mai dei rimpatri dell’Ue verso la Libia o navi europee che rimandano i migranti in Libia. Questo è contro i nostri valori, il diritto internazionale e quello europeo. Siamo ben al corrente della situazione inumana per molti migranti in Libia. L’Onu è al lavoro per migliorare le loro condizioni, e c’è un meccanismo di transito d’urgenza, per evacuare queste persone dalla Libia”. Così la portavoce della Commissione europea per la migrazione Natasha Bertaud.

Speriamo bene che davvero si passi dalle parole ai fatti ed anche da parte italiana si comprenda che le migliaia di migranti prigionieri nelle strutture libiche, hanno già pagato alle strutture criminali, il viaggio fino alla Libia. Che sono arrivati lì per giocarsi la vita a sorte, nella speranza di avere un futuro per se stessi e per i loro futuri figli. Che E’ PIU’ CRIMINALE DEI CRIMINALI SCAFISTI che lucrano sulla loro pelle, non permettere loro di esaudire il loro legittimo sogno.

Sogno che non parte da una pretesa indebita, ma da un rifugio minimo dovuto al fatto che noi europei, americani o altro, abbiamo reso la loro terra invivibile ed inospitale. Noi abbiamo intossicato il mondo con le guerre e le armi. Non si producono armi in Africa, ma purtroppo si comprano, poiché le leadership africane sono frutto di Colpi di Stato e giochi occulti pilotati sempre dall’occidente, che producono danni allo sviluppo ed all’emancipazione del ricco continente africano.

“Non possono però venire tutti in Italia o in Europa”. Sì? A parte che non c’è un’invasione, ma solo confusione per colpa della nostra disorganizzazione logistica e legislativa. I migranti in Europa sono solo lo 0,17 % della popolazione europea! Questi che sono in Libia hanno già pagato, hanno indebitato la famiglia, hanno i segni nell’animo e sulla pelle di quanto sia vitale per loro questo sogno. Un sogno che non è assolutamente negoziabile.

Vogliamo impedirglielo? Allora vestiamoci della veste dei carnefici, dei criminali senza anima e senza cuore, ma non facciamo fare il lavoro sporco ad altri come se non fosse colpa nostra. Muoiono a centinaia ad uno sputo di mare da casa nostra, ci sono navi, quelle delle ONG, che potrebbero senza ulteriore spesa prelevare i migranti direttamente dalle carceri libiche e portarli in salvo in Europa. Questo è l’accordo da fare coi libici. Altro non c’è. Poi c’è da trasformate quello che è un business senza controllo, in una accoglienza seria ed una integrazione vera e rispettosa del territorio ospitante.

Basta business sull’immigrazione. Valorizziamo la parte solidale del Paese che esiste ed ha cresciuto e sperimentato in missioni cattoliche o di cooperazione internazionale, una sensibilità culturale atta a gestire l’accoglienza e la formazione dei migranti. Magari non sono ancora intervenuti solo perche non hanno una capacità economica imprenditoriale di partenza, ma saprebbero sicuramente gestire meglio una prima accoglienza ed una successiva integrazione. Rendiamo disponibili all’accoglienza dei migranti le strutture militari come le caserme vuote che sono sparse per tutt’Italia, immediatamente disponibili ed atte ad ospitare i migranti e ad organizzare corsi per l’integrazione. Programmiamo che una percentuale minima di quei 32 euro a migrante stanziato dall’Europa per l’accoglienza, sia destinata al territorio ospitante. Questo al fine di non creare invidie e fratture con la popolazione del territorio.

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