Sul tema migranti il 90 % dei commenti degli internauti sono contro l’accoglienza e l’integrazione degli immigrati. Commenti quasi xenofobi, chiaramente razzisti.

Preoccupante la deriva demenziale e razzista che si sta diffondendo sempre più spavalda ed aggressiva. Un fenomeno in espansione che non è da trascurare. Pertanto l’iniziativa delle magliette rosse ha avuto il pregio di visualizzare quella grande parte d’Italia che rimane silenziosa, ma che in cuor suo dissente da questa deriva di intolleranza verso l’altro, il povero, il nero, l’immigrato.

Mai ricevute tante attenzioni dal web: forse è paura che ad argomentare civilmente, portando critiche e soluzioni vere, s’arrivi ad incrinare quel mondo violento, intollerante, ignorante e stupido che si sta affermando sul web e nelle pieghe delle coscienze d’Europa?

Intanto su facebook ricevo questo tipo di violenze verbali: “Caro Il mondo che io vorrei, hai proprio rotto le palle !! Il mondo che vorresti vattelo a costruire in Africa, vai a fare volontariato li o vai a fare il missionario, senza pretendere di portare l’Africa in Italia !! L’Italia e’ degli italiani e come dice Salvini l’Africa in Italia non ci sta CHIAROOO !! Non abbiamo le risorse ne lo spazio per mantenere centinaia di milioni di africani !! In Africa al contrario dell’Italia lo spazio non manca, levati dalle palle e vai li a costruire il mondo che vorresti e cerca di portarti dietro altri antitaliani e traditori come te, che vorrebbero trasformare il nostro bel paese in una succursale dell’Africa !! Gli italiani come te andrebbero sbattuti fuori dall’Italia a calci nel sedere !!”

Per me sei anche tu, caro commentatore, una vittima del sistema che grida “Al lupo, al Lupo” per distrarre la gente dai problemi veri. In Europa il fenomeno migratorio incide per lo 0,17% della popolazione europea: ti pare che possa essere un problema reale? Semmai dovremmo parlare dei femminicidi che solo in Italia ce ne è uno ogni due giorni. Ma, fammi capire: tu che sei così incazzato con gli africani, se loro se ne stanno in Africa, a te ti si riempie il frigo?

Su facebook un video provocatorio visualizzava un ragazzo con lineamenti e vesti arabe che chiedeva gentilmente il permesso di introdurre i numeri arabi in Europa. Le risposte selezionate erano per l’indisponibilità totale ad accogliere la richiesta: “vai al paese tuo ad usare i numeri arabi! Qui usiamo i nostri numeri… ”. Ecco il razzista italiano: arrogante, prepotente, egoista, rozzo e asociale. Dimenticavo, anche volutamente ignorante e probabilmente sfegatato leghista.

siamo i vostri fratelli, ci fu chiesta la vitaEcco io penso che sono questi italioti che non dovrebbero avere la cittadinanza italiana. Non chi viene da lontano e magari è pure sfruttato dalla mafia italiana per la raccolta di pomodori, olive, aranci, uva, mele, ecc…, ma chi è lontano dalla mentalità civile, ospitale, laboriosa e solidale dell’Italia. È per questo paese, per la sua libertà, per la sua sicurezza, per la sua pace, per la sua serenità, per i suoi diritti, per i suoi valori, che tanti giovani durante il 2° conflitto mondiale hanno offerto la vita e successivamente anche tanti magistrati, giornalisti e sacerdoti hanno fatto altrettanto. Non un’elemosina, non un bel gesto, ma tutto quanto perché per loro aveva senso vivere solo pensando ad un futuro di pace, giustizia e libertà. Speranze e scelte che meritano il nostro rispetto, non l’offesa di sentire commenti e dichiarazioni che riportano la memoria a tempi bui, di paura, privazioni e ingiustizie.

Il razzista chiuso a difendere egoisticamente i pochi privilegi che ritiene gli siano dovuti, non fa parte del sogno di quegli eroi italiani. È un incubo che non hanno previsto e che certamente li amareggia infinitamente: “Se noi abbiamo dato la vita, voi almeno difendete la purezza del sogno. Lottate perché l’ingiustizia non prevalga, l’impegno di ciascuno possa costruire una società migliore, non chiusa in se stessa ma solare, aperta, gioiosa e libera”.

Pertanto credo che una società avanzata debba interessarsi alla qualità dell’educazione dei suoi cittadini. Vorrei che educasse il cittadino che non gli è tutto dovuto, che i diritti non si acquisiscono come privilegi, ma si conquistano rispettando i propri doveri e rispettando il prossimo come se stesso. Cittadinanza non deve voler dire solamente che sei nato in Italia da genitori italiani. Cittadinanza dovrebbe dire che conosci e rispetti i valori che legano i cittadini creando di essi un unico popolo.

Chi non rispetta questi valori, chi delinque, chi truffa, chi evade, chi non rispetta le regole, chi tenta di fare il furbo, chi mette a rischio la convivenza, la salute, la pace, la giustizia, la tolleranza, il futuro, è di fatto senza i valori del buon cittadino, quindi senza “cittadinanza morale”. Pertanto, in seguito ad una condanna definitiva relativa ad un significativo difetto di cittadinanza, gli dovrebbe essere riconosciuto nei documenti questo stato di apolide fin tanto che non abbia scontato la pena. Inoltre non dovrebbe riacquistare la cittadinanza a pieno titolo prima di aver mostrato pentimento e conversione e non prima di aver rimediato ai danni provocati dai suoi comportamenti al Paese ed ai suoi cittadini. Di tanta burocrazia inutile che abbiamo, questa idea potrebbe essere utile a formare un tessuto sociale più cosciente e rispettoso dei diritti e dei doveri del cittadino.

Chi poi non rispetta le regole perché ritiene che siano ingiuste, può fare obiezione di coscienza facendone una battaglia ideale che può essere individuale come di più persone. Chi fa obiezione di coscienza deve accettare le conseguenze delle sue scelte. Lo Stato dovrà comunque prevedere provvedimenti giusti, moderati e non esagerati poiché anche lo Stato potrebbe sbagliare e magari correggersi successivamente come è successo tante volte nella storia dell’umanità.

Paradossale che lo straniero solo perché senza documenti, solo perché senza un pezzetto di carta , sia considerato un clandestino. Un paese avanzato dovrebbe dare a tutti un documento regolare, alloggio, protezione sanitaria e lavoro. Costa troppo? No, basta evitare sprechi, privilegi e cattive gestioni che ci sarebbe da vivere dignitosamente per tutti. Poi eliminando il disagio e monitorando il lavoro di ogni persona. Ci sarebbe un controllo totale sulla malavita che si sa, muove miliardi. “Perché tu non hai un lavoro? Lo vuoi? Te lo diamo! Come mai se non lavori, hai una casa, paghi le bollette, mantieni l’auto… dove prendi i soldi?” Ma se nessuno sa dove abiti, né che lavoro fai, puoi fare il mantenuto, il fannullone, ma anche il mafioso, lo spacciatore o il trafficante. Non c’è controllo.

Un po’ complicato, sì, ma varrebbe la pena pensarci.

Partigiano letteralmente significa “di parte”, ovvero persona schierata con una delle parti in causa. « (…) La guerra di parte, è la più antica, la più naturale e la sola che sia sempre giusta. Essa è quella del debole contra il forte (…) » Cit. in La Minerva Napolitana,

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