Altro che lavoro o delinquenza, sempre più italiani approvano le politiche anti-immigrazione di Salvini per INVIDIA! Sanno di non poter competere. Anche se i respingimenti sono reato, quando qualcuno riporta in Libia i migranti, tanti italiani esultano: meno neri, meno concorrenza!

La prestigiosa rivista internazionale Human Reproduction, ha recentemente pubblicato i risultati choc di uno studio condotto su quasi mille ventenni del Veneto. Da questo studio si scopre una riduzione delle dimensioni del pene: -0.9 cm rispetto ai giovani di 15 anni fa e dei testicoli: il 23% dei giovani analizzati mostra un volume testicolare inferiore ai 12 cc, considerato come valore soglia di normalità. La rivista è considerata a livello mondiale punto di riferimento sui temi delle patologie della riproduzione umana ed è la più letta dagli scienziati e dai medici di settore.

Ma è di questi giorni una notizia che deve far riflettere: ad un anno dall’apertura, la procura di Catania ha archiviato con un nulla di fatto l’indagine sulle ONG accusate di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Un anno fa era stata la Marina Militare a sospettare per prima dei collegamenti tra Ong e scafisti nelle operazioni di sbarco e salvataggio. Operazione benedetta dall’ex ministro dell’Interno Marco Minniti che aveva già avviato la sua strategia per sgomberare il Mediterraneo dalle Ong. E infatti le Ong finiscono nella bufera. Il Procuratore Zuccaro si mostra ottimista spingendosi a dichiarare alla trasmissione Agorà che “alcune Ong potrebbero essere finanziate dai trafficanti, so di contatti”. I contatti, effettivamente, sono stati riscontrati. Ma è lo stesso Zuccaro a rendersi conto della difficoltà della situazione appena qualche mese dopo.

Intanto la campagna del governo sulle Ong, il codice di condotta richiesto da Minniti, l’ulteriore indagine di Trapani e le polemiche di quei mesi, ottengono l’effetto politico desiderato: gran parte delle Ong lascia il Mediterraneo. Risultato: per la procura di Catania c’è poco da intercettare. Resta qualche indizio. Prove, zero. Responsabilità umane e politiche per tutti quei migranti non soccorsi e lasciati affogare o morire di sfinimenti nelle carceri libiche, infinite.

Ed intanto la Nave Aquarius è finalmente entrata nel porto maltese della Valletta, dove ha fatto sbarcare 141 migranti soccorsi nel Canale di Sicilia. La nave ha dovuto attendere per cinque giorni che si aprisse un “porto sicuro” che li accogliesse.

L’impasse è stato sbloccato grazie a un accordo tra cinque paesi, tra cui l’Italia, per la ripartizione dei profughi. I migranti soccorsi provengono da Somalia, Eritrea, Ghana e Bangladesh. 73 sono bambini, quasi tutti non accompagnati, un terzo donne. Due di loro in avanzato stato di gravidanza.

Qualche giorno prima una nave italiana, la Asso 28, era stata coinvolta nelle operazioni di soccorso di un gommone con 108 migranti a bordo. La sala operativa di Roma aveva dato indicazioni di coordinarsi con la Guardia costiera libica e la Asso 28 aveva eseguito prendendo a bordo i migranti e sbarcandoli nel porto di Tripoli.

fratellanzaUn fatto senza precedenti in violazione della legislazione internazionale che garantisce il diritto d’asilo e che non riconosce la Libia come un porto sicuro in cui, secondo la convenzione di Ginevra, possono essere sbarcati i migranti soccorsi. Nessuno dei migranti riportati a Tripoli, infatti, ha avuto la possibilità di chiedere asilo come garantito dalla legge. Nelle scorse settimane la portavoce del Consiglio d’Europa aveva ribadito che “nessuna nave europea può riportare migranti in Libia perché contrario ai nostri principi”.

In luglio un’altra nave di supporto ad una piattaforma petrolifera, la Vos Thalassa, dopo aver soccorso un barcone di migranti stava per consegnarli ad una motovedetta libica quando le proteste di alcuni migranti soccorsi ha convinto il comandante ad invertire la rotta e a chiedere l’aiuto della Guardia costiera italiana che, tramite la nave Diciotti, ha preso a bordo i migranti sbarcandoli a Trapani dopo l’intervento del presidente della Repubblica Mattarella.

A parte i vari trucchetti formali di far fare il lavoro sporco ai libici per lavarsene la coscienza, di fatto i respingimenti senza un approdo in porto sicuro, sono reato. Ma se c’è un reato e non ci sono colpevoli, allora qualcosa non torna. Se io sequestro delle persone in mare e li consegno contro la loro volontà a dei criminali che li seviziano, li costringono a lavorare per loro e mettono a repentaglio la loro vita, non è che mi arriva una diffida a non farlo più. Come minimo mi processano per pirateria o giù di lì.

Com’è possibile che oggi, nel 21 secolo, organismi democratici possano disporre provvedimenti evidentemente criminali e risultare legittimati dalle loro istituzioni democratiche. È vero, sono richiamati dagli organismi europei, ferocemente criticati dalla società civile e in generale dalla Chiesa Cattolica che non accetta queste logiche perverse e non si nasconde questa sofferenza che incontra e che grida vendetta al cospetto di Dio… Ma poi?

Non ci si può sentire legittimati dal fatto che, dai e dai, ormai il problema migratorio per incapacità o per la mancanza di volontà a gestirlo come si deve, è stato recepito da una fascia importante della popolazione italiana che lo ha eletto come problema nazionale. Così anche quando si agisce fuori dalle regole e da una logica di solidarietà umana, tanti, troppi, applaudono mostrando di avere piccolo anche il cervello oltre che il … cuore.

 

https://www.padova24ore.it/veneti-pene-piu-piccolo-meno-mascolini-lo-studio-del-professor-carlo-foresta-pubblicato-human-reproduction/

http://www.repubblica.it/cronaca/2018/07/31/news/migranti_nave_italiana_libia-203026448/?refresh_ce

https://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/linchiesta-madre-ong-scafisti-verso-larchiviazione/

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