Se un figlio, frutto d’un atto d’amore, è una cosa meravigliosa, tanto meravigliosa che molti genitori darebbero la stessa propria vita anche per uno solo dei propri figli, non si capisce come talvolta quella stessa creatura possa diventare un nemico, un colpevole di così tanta colpa da meritare la morte. Una creatura così innocente che nessuno dovrebbe neanche azzardare il pensiero di fargli del male. Solo un criminale potrebbe tanto.

Ma le scuse per arrivare a tanto, ormai si sprecano. E c’è un perché neanche tanto nascosto. Dietro all’aborto, oltre alle bugie trasformate in diritti, c’è un’industria che ne beneficia. Infatti come ti muovi c’è sempre qualcuno che pensa come approfittare della situazione. Ad esempio i medici chirurghi, obiettori nell’Ospedale pubblico, ma pronti a tutto nella clinica privata. O i feti che finiscono a far parte degli ingredienti della cosmesi di lusso.

È facile scorrere i commenti degli utenti di facebook o di altri media che riportano questo intervento del Papa, per accorgersi di come ricalchino la superficialità e la contaminazione di decenni di violenza al diritto dei più deboli. Si sa che la storia è scritta sempre dai vincitori ed anche in questo caso, replicato purtroppo in tanti Paesi, sono i vincitori a scrivere le leggi e ad affermare un diritto negato ai più deboli ed agli innocenti.

Ho sempre pensato che essere innovatore o progressista sia schierarsi a fianco dei più deboli e riconoscere i loro diritti. Per esempio gli immigrati, gli incomodi,gli scarti di oggi fatti morire nel mar Mediterraneo o nelle carceri libiche senza scomodare le coscienze dei benpensanti. I ragazzi difficili che la scuola emargina e colpevolizza creandone dei disadattati o dei delinquenti. Ed anche i bimbi non accolti dai propri genitori e scartati come un rifiuto neppure degno di una vita in adozione.

Io ho conosciuto una collega che mi ha confessato che tempo prima aveva abortito perché i medici gli avevano detto che c’era il tre per cento di probabilità che il suo bambino nascesse con una malformazione. Lei e suo marito si sono sentiti autorizzati ad eliminare un bambino desiderato, amato e, per il novantasette per cento, perfettamente sano, solo per uno scrupolo ! Nessuno può garantire a nessuno che suo figlio non si ammali gravemente, che non abbia un grave incidente o che non si droghi. I rischi sono, purtroppo, seriamente molto più alti di un modesto tre per cento !!! La collega, riflettendo, ha poi abbandonato le sue paure tornando a cercare la maternità e dando poi alla luce un bellissimo maschietto. Ma purtroppo il suo fratellino maggiore è rimasto solo un angioletto che lo veglia da lassù.

Anche nel caso estremo dello stupro, l’aborto è un omicidio. Uno può anche strapparsi le vesti per lo scandalo o la bestemmia, ma se l’analisi è senza pregiudizi e sinceramente finalizzata a ricercare il diritto del più debole, c’è da ricredersi. Il bambino frutto di uno stupro è sicuramente una vittima innocente come la madre. Innocente perché non è responsabile di alcuna colpa e vittima perché privato di un padre di cui avrebbe diritto. Probabilmente vittima anche perché privato di un po’ dell’amore della madre che ricorderà con amarezza e dolore il momento del suo concepimento. La madre dovrebbe essere solidale, comprendere e difendere un figlio che è una vittima come lei. Ma se non ce la fa, la madre non è costretta a crescere un figlio che non riesce ad amare pienamente perché frutto di uno stupro. C’è anche adesso la possibilità di non riconoscere un figlio senza sopprimerlo.

Elogio quindi Papa Bergoglio che finalmente dice una parola giusta e chiara sull’aborto: «Ma come può essere terapeutico, civile, o semplicemente umano un atto che sopprime la vita innocente e inerme nel suo sbocciare? È’ come affittare un sicario». Colpevoli invece coloro che, religiosi o uomini di cultura, per anni hanno taciuto, lasciando parlare chi strumentalizzava la vita a proprio tornaconto. Poi sono restio a dichiarare la sofferenza come un dono. La sofferenza, soprattutto quando evitabile, è innanzitutto un crimine ed una grave responsabilità per chi l’ha provocata direttamente o indirettamente. Spesso tumori e malattie non sono uno scherzo di cattivo gusto del Padre creatore, ma il risultato di gravissimi comportamenti umani come per esempio inquinare la natura, fiumi, mari, aria e terreni.

È criminale anche chi ha responsabilità nel campo della salute e non agisce per il bene delle persone, ma per la carriera o il proprio profitto. Non veliamo di soprannaturale colpe umane che non meritano queste giustificazioni. Il Vangelo è innanzitutto “la Buona Novella”, non l’introduzione ad un cammino di martirio e di croce.

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